O PUBBLICA O AUTOGESTITA!!!

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Caro Studente, avrai sicuramente notato che da un anno a questa parte, in uno dei tantissimi edifici del plesso di Monte Sant’Angelo ridotti all’abbandono e all’incuria, è nato un progetto completamente autogestito, autorganizzato, il cui scopo è stato fin dal principio quello di restituire agli studenti un posto che gli spetta, dove poter liberamente socializzare, studiare, cibarsi, senza rientrare in quelle logiche di profitto su cui l’università anno dopo anno si sta sempre più modellando (aziendalizzazione, lucro di privati nelle “cose” pubbliche);
un esempio?
L’Adisu, l’azienda che dovrebbe garantire il “diritto allo studio” (mense e trasporti accessibili a tutti, borse di studio, biblioteche funzionanti) dimostra esattamente ciò di cui stiamo parlando.
La stessa azienda [...] non solo fa il contrario di ciò che dovrebbe fare, ma soprattutto tenta strategicamente di bloccare un’esperienza vincente come quella sviluppatasi all’interno della “Mensa e Biblioteca autogestite” attraverso, citando letteralmente, un “Avviso pubblico per l’individuazione di operatore economico per concessione uso locale e servizio di ristorazione e bar presso la struttura Corpo Q del complesso Universitario di Monte Sant’Angelo in Napoli Ex Mensa di Chimica”; in parole povere una gara d’appalto per riportare una gestione privata nei locali liberati e restituiti agli studenti.

Una mensa in più è una cosa utile!
Certo! Ma non se segue le stesse logiche aziendali che abbiamo già citato. L’occupazione dell’ex Mensa di Chimica è nata proprio nell’ambito di una mobilitazione volta alla riapertura delle mense chiuse, ma al contempo contro le logiche di speculazione privata e quindi per garantire realmente un pasto caldo a chi ogni giorno si trova all’università per seguire, studiare e dare esami. Se a gestire l’Ex Mensa di Chimica fosse l’Università stessa, con propri lavoratori, stipendi adeguati, prezzi a misura di studente, specie se fuorisede, non potremmo che essere d’accordo, ma è evidente che l’interesse primario non sono le esigenze degli studenti, né tantomeno dei lavoratori.
Quella di Chimica inoltre, non è l’unica mensa abbandonata all’interno del plesso di Monte Sant’Angelo, ma è semplicemente l’unica riaperta dagli studenti in maniera totalmente autogestita, e forse è questo ad aver determinato la scelta di riaffidare ad un privato questi locali anzichè altri. Ad esempio:
- Mensa di Economia, Dipartimento di Economia, Edificio 3, piano -1
chiusa dall’anno 2010;
- Mensa e Bar di Fisica, Dipartimento di Fisica, Edificio 5
sospeso servizio mensa dall’anno 2011 ;
- Mensa Aule G, Edificio 8b, piano terra
aperta per poche settimane, dopo l’inaugurazione dell’edificio nell’anno 2011/2012,
chiusa da quel momento.
Inoltre l’utilità di un’altra mensa è messa ancora più in dubbio dal fatto che non c’è alcuna intenzione di aumentare il numero dei pasti convenzionati che, anzi, diminuiscono ogni anno.

L’ISTITUZIONE UNIVERSITARIA COME LA PENSA?
Gli studenti che vivono quotidianamente l’esperienza di autogestione della Mensa hanno deciso quindi di chiedere innanzitutto spiegazioni al responsabile amministrativo del plesso di Via Cinthia, il quale ha negato una qualsiasi tipologia di pressione da parte dell’università nei confronti dell’Adisu per l’affidamento della Mensa ad un privato, rigettando qualsiasi responsabilità dell’Università.

L’ADISU COSA RISPONDE?
Non contenti della risposta del dirigente di Monte Sant’Angelo, e sempre più determinati ad ottenere un modello universitario completamente pubblico, gli studenti sono andati quindi nella sede centrale dell’Adisu, lì hanno trovato l’amministratore dell’Azienda per il Diritto allo Studio il quale, anche lui ovviamente contrario a qualsiasi concezione di mensa pubblica, ha ripercorso tutti i passaggi precedenti all’apertura della gara di appalto, affermando che solo in seguito all’esplicita pressione da parte dell’università, attraverso una richiesta scritta, è stata avviata la gara d’appalto.

SI INCOLPANO A VICENDA!
Esatto, ma allora chi dice il vero e chi no? L’unico in grado di rispondere a questa domanda abbiamo pensato che fosse il Rettore il quale, non solo ha negato di essere a conoscenza del fatto che l’Ex Mensa di Chimica fosse occupata e autogestita dagli studenti da oltre un anno, ma addirittura si è riservato di leggere il bando per l’appalto in quanto, a detta sua, non non era a conoscenza neanche della convenzione che l’Adisu stipula con i privati.
Il Rettore ha inoltre smentito categoricamente quanto detto dal responsabile amministrativo del plesso di Monte Sant’Angelo: è la stessa Università, dunque, ad aver richiesto l’affidamento ad un privato proprio di quella mensa, proprio del posto liberato dagli studenti.

GIÀ, GLI STUDENTI…
Ovviamente di tutto questo ciarlare, chi ne farà le spese sarai tu, caro Studente. Un’azienda privata che decide di investire tempo e denaro, cercherà sempre e comunque di ottenerne un guadagno, a prescindere da tutti i diritti che gli studenti hanno, e che si vedono man mano togliere con il benestare dell’Università. Poco importa se nell’edificio che hanno abbandonato ed ora cercano di prendersi, gli studenti oggi possono studiare da libri gratuiti, e se hanno fame mangiare non costa un occhio della testa. Risulta evidente che ciò che davvero importa ad Adisu e Università è sempre e solo guardagnare su di te, su tutti noi.
Per questo motivo non ci arrenderemo, e continueremo anzi a rivendicare ogni giorno ciò che ci siamo presi, e a lottare per tutto quello che ancora ci spetta: un’università pubblica, accessibilie a chiunque voglia studiare, e non solo a chi può permettersela.
Diritto allo studio significa questo.
Mensa e Biblioteca autogestite.

O PUBBLICA O AUTOGESTITA! L’Ex Mensa di Chimica OCCUPATA NON SI TOCCA !!!

NO ALL’UNIVERSITÀ AZIENDA!

NO ALLE ESTERNALIZZAZIONI ED AI PRIVATI ALL’INTERNO DELLE UNIVERSITÀ!

Leggi qui il Manifesto
Prima Parte
Seconda Parte

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L’Ex Mensa di Chimica NON SI TOCCA !!!

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Adisu e Università per anni hanno tagliato tutti i fondi destinati alle necessità di noi studenti, chiudendo mense pubbliche e biblioteche, o riducendone drasticamente la qualità.
Adesso non contenti vogliono anche spazzare via quel poco che gli studenti sono riusciti a riconquistare contro un’Università che risponde ormai solo a logiche aziendali.
Dopo un anno di occupazione dell’Ex Mensa di Chimica fatto di autogestione, pranzi, iniziative e che ha dato vita inoltre ad una biblioteca autogestita attualmente funzionante, l’Adisu tenta strategicamente di bloccare un’esperienza vincente come questa, con un “Avviso pubblico per l’individuazione di operatore economico per concessione uso locale e servizio di ristorazione e bar
presso la struttura “Corpo Q” del complesso Universitario di Monte Sant’Angelo in Napoli “Ex Mensa di Chimica”.
Indubbiamente sono necessari altri punti di ristoro nella giuliva cittadella montesantangelese, ma noi studenti non abbiamo nessuna intenzione di vedere un’altra azienda privata entrare nella nostra università per speculare, da un lato costringendo noi studenti a pagare fino a 9 euro (3 di ”contributo dello studente” e 6 dall’Adisu, quindi sempre dalle nostre tasse) un pasto completo,
dall’altro affliggendo ulteriormente le condizioni dei lavoratori dell’università, ma anche di tutti i
dipendenti esternalizzati, obbligandoli a ritmi serrati, stipendi da fame e continui ricatti.
Con l’entrata delle aziende private all’Università infatti, i lavoratori di bar, mense, pulizie,
portierato, ecc. ad ogni cambio azienda rischiano il posto di lavoro, o vedono peggiorate le proprie
condizioni contrattuali.

L’Adisu promuove un bando per aprire un punto ristoro privato nell’Ex Mensa di Chimica, ma dimentica l’esistenza di tutti gli altri locali abbandonati in giro per Monte Sant’Angelo, alcuni dei quali ristrutturati e pronti per l’utilizzo, che non necessiterebbero dei fondi che attualmente richiederebbe ristrutturare l’Ex Mensa di Chimica:

- Mensa di Economia, Dipartimento di Economia, Edificio 3, piano -1
chiusa dall’anno 2010;

- Mensa e Bar di Fisica, Dipartimento di Fisica, Edificio 5
sospeso servizio mensa dall’anno 2011 ;

- Mensa Aule G, Edificio 8b, piano terra
aperta per poche settimane, dopo l’inaugurazione dell’edificio nell’anno 2011/2012,
chiusa da quel momento.

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Martedi 27 Maggio – Seminario sulla Crisi in Marx

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Martedi 27 Maggio
Edificio 2, Aula B1
Complesso Universitario di Monte Sant’Angelo
Vua Cintia 22, Napoli

Intervengono:
Giovanni Sgrò
Studioso di Marx e curatore dell’ultima edizione del Capitale, Napoli 2014

G. A. Di Marco
Docente di Etica dell’Economia alla Federico II

Le Quattro Giornate di Napoli è un progetto di ricerca
sulla crisi e sulla soppressione delle stato di cose presente.

Prima Giornata – 13 Maggio
La crisi attuale: tra sovrapproduzioni di capitali e nuovi rapporti di forza internazionali

Seconda Giornata – 27 Maggio
La Crisi in Marx

Terza Giornata – (metà Giugno)
La crisi tra governance imperiale e imperialismi

Quarta Giornata – (metà Luglio)
Prospettive di lotta e forme di organizzazioni esistenti

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Tor: aromi e lacrime del routing a cipolla

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Mercoledi 28 Maggio 2014 in Aula C4 Occupata.

L’anonimato è un’esigenza imprescindibile per chi vuole preservare la propria privacy e vuole allo stesso tempo esprimere il proprio pensiero e le proprie idee liberamente. Lo scandalo del caso Datagate – con la rivelazione di tonnellate di materiale classificato top-secret ad opera dell’ex collaboratore della National Security Agency, Edward Snowden – ha accertato che è in atto un enorme programma di sorveglianza globale innescato dalle agenzie di Intelligence di vari Stati ai fini di controllo e di repressione e che la nostra privacy è svenduta al migliore offerente. Inoltre è noto che la maggior parte dei siti Web tengono traccia degli indirizzi IP dei loro visitatori, rendendo identificabili questi ultimi da chiunque abbia accesso a questi dati.
Esistono tuttavia delle contromisure per eludere i sofisticati strumenti di chi ci controlla e ci censura, dandoci la possibilità di rimanere anonimi durante la navigazione su Internet. Uno degli strumenti più evoluti nell’ambito dell’anonimato è senza dubbio TOR (The Onion Router).
Il progetto TOR consiste in una rete di server gestita dal lavoro di gruppi in difesa dei diritti digitali e da individualità di tutto il mondo che fa rimbalzare il traffico internet da una nazione all’altra prima di giungere a destinazione rendendo estremamente difficile l’identificazione di chi lo usa.
Questo strumento è davvero a prova di NSA? È davvero sufficiente l’impiego di un solo software per essere anonimi in rete?
Come hacklab abbiamo deciso di approfondire questa tematica e costruire un’iniziativa nella quale cercheremo di individuare il ruolo e il rapporto che TOR e le darknet hanno attualmente con Internet, descriveremo il funzionamento tecnico di tali software, tentando di individuarne debolezze e criticità al fine di sviluppare e consolidare una coscienza sull’utilizzo di tecnologie che supportano l’anonimato che, per essere efficaci, necessitano però di un utilizzo attento e corretto che parte dalla conoscenza del loro funzionamento.

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Ogni Lunedi Percorsi Hacker

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Ogni Lunedi ore 11:00
nell’Aula C4 Occupata,
c/o l’aulario A (edificio 2), secondo piano.

Percorsi hacker è un progetto – nato in seno al MSACk Hacklab – che si pone come obbiettivo l’approfondimento di alcune tematiche di studio riguardanti l’informatica che spesso vengono completamente ignorate dai programmi dei corsi di laurea. Le tematiche vengono scelte in maniera assemblere ragionando sulle esigenze e curiosità dei partecipanti, individuando gli argomenti critici che periodicamente si decide di affrontare in maniera collettiva, raccogliendo e condividendo materiale per poi studiarlo insieme in appuntamenti cadenzati settimanalmente.

L’idea del primo argomento nasce dall’esigenza pratica dell’hacklab di ristrutturare e riscrivere Colibrì (un software web per la catalogazione delle biblioteche autogestite scritto in php) utilizzando un framework di sviluppo moderno, individuato in Flask (un micro-framework per applicazioni web scritto in Python). Essendo tale framework scritto in python, il suo utilizzo necessita la conoscenza di tale linguaggio di programmazione, da qui l’idea del suo studio collettivo.

La strutturazione del primo ciclo di per_corsi hacker si è pensata, quindi, di dividerla in due parti:
- La prima parte dedicata al Python, un linguaggio di programmazione multipiattaforma ad alto livello orientato ad oggetti e rilasciato con una licenza di Software Libero, che negli ultimi anni sta acquisendo una notevole popolarità grazie anche alla sua qualità implementativa che surclassa quella di linguaggi blasonati come Java. Python risulta un linguaggio adatto sia a chi si approccia per la prima volta alla programmazione ad oggetti, sia a chi ha già esperienza con altri linguaggi OO: grazie alla sua strutturazione e semplicità sintattica presenta una curva di apprendimento molto veloce, che contemporaneamente però, non pone limiti allo sviluppo di grandi progetti e l’implementazione di design patterns avanzati.

- La seconda parte invece dedicata a Flask, un framework web scritto in python e basato sulle interfaccie WSGI e l’engine di templating Jinja2. Flask risulta una piattaforma leggera e potente grazie alla sua strutturazione minimale, che però grazie al sua naturale estendibilità, può fornire funzionalità avanzate come fossero implementate nativamente.

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Martedi 20 Maggio Braciata AntiMacero

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Martedi 20 Maggio ore 12:00
BRACIATA ANTIMACERO
all’ex Mensa di Chimica
Plesso di Monte Sant’Angelo

Nell’ultimo trentennio le librerie indipendenti
stanno subendo una sistematica distruzione o
l’assorbimento in quelle di catena di proprietà
dei grandi gruppi editoriali; gli editori indipendenti
vedono quotidianamente ridursi gli
sbocchi distributivi della loro produzione.
Da qui la scelta obbligata di macerare centinaia di
migliaia di libri spesso di notevole qualità e pregio.

A questa devastazione occorre reagire con
determinazione.

E bisogna partire dai luoghi autogestiti che, pur scontando molti limiti, garantiscono,
logisticamente e politicamente, le espressioni di una resistenza culturale.
La costruzione di spazi librari al loro interno, sono un ulteriore avanzamento
nell’organizzazione della resistenza.

Il primo passo è la costruzione in ogni spazio autogestito di un
evento che offre la possibilità di acquistare a prezzi scontatissimi
(3 euro, di cui 2 destinati all’editore e 1 agli spazi ospitanti) i
libri di alcuni editori destinati al macero.

La Mensa e Biblioteca Autogestita quindi non può che aderire a
questo progetto, portando avanti ormai da più di un anno un percorso
di riappropriazione del diritto allo studio.
Diritto allo studio che ci viene privato quando le biblioteche non
forniscono liberamente materiale didattico e di approfondimento,
quando pongono limitazioni all’accesso e al prestito, o peggio
chiudono, quando si viene costretti a spendere centinaia di euro
all’anno in libri di testo, creando una distinzione tra chi può
permetterselo e chi no.

A questo noi rispondiamo con l’autorganizzazione, con la creazione di
uno spazio in cui ognuno può accedere liberamente, studenti e
professori, e partecipare, condividere i suoi libri e appunti e
utilizzare quelli condivisi dagli altri.

CIO’ CHE CI SIAMO PRESI E’ SOLO
UNA PICCOLA PARTE DI QUELLO CHE CI SPETTA!

NO ALL’UNIVERSITA’ AZIENDA,

IL DIRITTO ALLO STUDIO NON HA PREZZO!

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Comizi per le elezioni europee? Neanche per idea!

Abbiamo appreso che esponenti locali della lista Tsipras, candidata alle elezioni europee, hanno distribuito all’università volantini contenenti la convocazione di una propria assemblea nell’ex mensa di chimica occupata, spazio frutto della lotta degli studenti per la riappropriazione del diritto allo studio.
Non solo ci fa sorridere il tentativo di far apparire la lista suddetta come una forza che nasce dal basso e trova spazio nei luoghi dell’autorganizzazione, ma ci pare anche piuttosto meschino pubblicizzare un’iniziativa a proprio nome in uno spazio sociale a cui non ci si è mai interessati, se non appunto in vista di una scadenza elettorale.

Tralasciando tutti gli importanti motivi per cui diffidare dalla suddetta lista, non solo non appoggiamo la lista Tsipras, nè nessun altro partito candidato alle elezioni europee, in quanto crediamo che attualmente nessuno sia in grado di rappresentare le istanze di studenti e lavoratori, ma riteniamo fortemente anche che l’Ue sia un’organizzazione assolutamente irriformabile, che semplicemente va abbattuta.

La stessa situazione attuale dell’università, il suo asservimento alle esigenze padronali del mercato del lavoro, nonchè un futuro (e un presente) fatto di miseria e precarietà per noi studenti, dimostra gli effetti della strategia dell’ Unione Europea sull’istruzione e non solo.
E ribadiamo, non crediamo che quello che si configura come un nuovo polo imperialista, frutto dell’unione delle borghesie europee in danno della classe sfruttata, possa essere migliorato sostituendo le persone che siederanno sulle inutili poltrone del parlamento europeo.

Se servisse precisarlo: nessuna presunta assemblea della lista Tsipras si è tenuta nell’ex mensa di chimica occupata.

Noi Saremo Tutto

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Cos’è Colibri?

La genesi.
Colibrì è un software web-based concepito come uno strumento di catalogazione per le biblioteche autogestite, dotato di una semplice interfaccia di ricerca.
È anche un curioso uccello.
Il progetto nasce all’interno di MSAck – hacklab attivo nell’aula C4 del complesso universitario Monte Sant’Angelo – dall’esigenza concreta di condividere i volumi presenti nelle biblioteche autogestite delle aule occupate della Federico II e con l’intento di conciliare tecnicismi informatici e ragionamenti politici.
Colibri è una risposta per far fronte alle varie mancanze dell’Università-Azienda, tra cui l’assenza o l’insufficienza di biblioteche didattiche dove poter consultare e prendere in prestito i libri necessari allo studio e considerato anche il loro esorbitante costo.
Gli studenti, che si vedono negare il diritto allo studio, ormai ridotto ad un “Pacchetto Servizi”, si sono autorganizzati allestendo delle biblioteche autogestite, in cuiportare i propri libri e prenderne in prestito altri.
In questo contesto, l’hacklab ha ritenuto di dover dare un contributo concreto ai diversi progetti delle biblioteche autogestite, restituendo loro visibilità attraverso un percorso collaborativo accessibile anche a chi non ha una formazione tecnica, fornendo tutti gli strumenti necessari per migliorare la gestione di questi spazi utili a tutti gli studenti.
L’intento del progetto è soprattutto quello di stimolare la valorizzazione del materiale accumulato nel corso degli anni nelle varie realtà autogestite, mettendo in comunicazione e in confronto dialettico chi vive quotidianamente queste ultime, al fine di renderlo accessibile erintracciabile anche attraverso il web.
locGenColibri

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GOLPE ALLA FEDERICO II !!!

Immaginemodificata

Anche quest’anno NESSUNO ringrazia i propri elettori !!

Le recenti elezioni dei rappresentanti degli studenti hanno ancora una volta visto una schiacciante vittoria di NESSUNO, il quale ha ottenuto, agli organi d’ateneo, in media l’84% dei voti: circa 69mila su 81mila aventi diritto al voto.
Ciò nonostante il vincitore delle elezioni non ha ottenuto alcun seggio negli organi accademici!
I seggi agli organi d’ateneo sono stati invece attribuiti ad alcune liste che si sono spartite tra loro in media un esiguo 16%, cioè circa 12mila voti su 81mila aventi diritto al voto.
Non è andata diversamente ai dipartimenti, dove gli eletti si sono spartiti tra loro, in media, il 18% dei voti.

Come ogni anno, chi ha ottenuto l’agognata poltrona non è chi realmente rappresenta gli studenti.

Durante questa campagna elettorale ne abbiamo viste di tutti i colori: muri tappezzati di manifesti con nomi di sconosciuti; furgoncini adibiti al trasporto degli elettori ai seggi; hostess impegnate a persuadere gli studenti sull’importanza del voto; stacchinaggi selvaggi di manifesti tra candidati concorrenti; false promesse, populismi vari e rivendicazioni di finte vittorie ottenute durante precedenti mandati.

Come mai tutto questo impegno da parte dei candidati?
Non solo per fare carriera negli organi accademici e/o nei partiti politici, ma anche e soprattutto per accedere a quel succulento stanziamento di 390mila euro destinato all’organizzazione di “iniziative culturali” (unica voce di bilancio dell’Ateneo aumentata, a dispetto dei tagli che da anni affliggono le università di tutta Italia, dalla chiusura di mense e biblioteche alle strutture sempre più fatiscenti, dai licenziamenti dei lavoratori di pulizie e manutenzione alla chiusura dei corsi di laurea ecc.).

Eppure da oggi, terminata la campagna elettorale, sarà nuovamente NESSUNO a tornare nei dipartimenti e nelle aule per tutelare i diritti degli studenti.
Diritti che ancora una volta ciascuno di noi, collettivamente e in maniera autorganizzata, dovrà impegnarsi a difendere.

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1-2 Aprile: Nessuno ti rappresenta, Vota Nessuno!

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Non ci meravigliano gli “scandali”, usciti in campagna elettorale,
degli “strani finanziamenti” alle associazioni studentesche di cui i
candidati si stanno servendo per la loro propaganda, infatti sono
cose che sappiamo e che diciamo da tempo, i dati si riferiscono
all’anno 2011/2012. Ci pare strano che ora siano proprio i
rappresentanti a sollevarli, dal momento che sono loro stessi a
partecipare alla Commissione Consiliare che approva o meno le varie iniziative.
Appare evidente il conflitto di interessi che viene a crearsi
nel momento in cui coloro che devono valutare i progetti sono
gli stessi che li propongono, infatti si evince una diretta
proporzionalità tra le liste numericamente più importanti e le
iniziative culturali maggiormente finanziate.
Il problema non è il fatto che i soldi delle nostre tasse vengano
“gestisti male”, assegnandoli a dei progetti che “non accrescono la
cultura dello studente” ma piuttosto che anche qualora le attività
siano rivolte verso progetti considerati “formativi” quali stage e
tirocini, altro non fanno che dare la possibilità ad aziende private
di avvalersi liberamente dell’università come spazio pubblicitario, ma
soprattutto come serbatoio di forza lavoro, avviando così gli studenti
al loro futuro di sfruttamento.
Come Collettivo Studenti Federico II abbiamo negli anni dimostrato che
le attività, ludiche o culturali che siano, possono essere organizzate
a costo 0 per l’università grazie alla pratica
dell’auto-organizzazione mettendo in campo iniziative quali seminari,
controcorsi, giornali, pranzi sociali, proiezioni ed altro. Inoltre,
a differenza dei soggetti che dovrebbero rappresentare gli studenti,
che spuntano magicamente fuori durante il periodo delle elezioni ma
durante tutto il resto dell’anno sono assenti, la pratica della
riappropriazione degli spazi inutilizzati vive di una partecipazione
attiva costante e dà una risposta materiale ai problemi che gli
studenti si trovano a vivere ogni giorno: mancanza di spazi per lo
studio, socialità, bilioteche, mense.

AGITATEVI, ORGANIZZATEVI, STUDIATE!
(A. Gramsci)

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