Solidarieta’ al c.p.o. Experia

Stamattina alle 5:30 è stato sgomberato il centro popolare occupato experia, a colpi di manganelli e repressione. Nonostante la risposta delle popolazione e dei militanti che in centinaia, in presidio, hanno difeso il centro popolare, la polizia ha caricato.
la nostra solidarietà va a loro, a tutti quei compagni che da 17 anni lottano ogni giorno contro la repressione, contro le istituzioni, contro questo sistema; va a quello che il cpo experia rappresenta:17 anni di aggregazione popolare, proposta politica, lotta al degrado e alla crisi.
Le occupazioni, gli spazi liberati nelle facoltà, sul territorio, nelle città, rappresentano oggi una reale risposta allo sfruttamento e all’emarginazione che questo sistema impone, e proprio per questo sono costantemente sotto attacco.
Partiti, istituzioni e magistratura da anni sono impegnanti in una campagna infamante e denigratoria nel confronti del centro e delle sue attività; ultimo, lo squallido comunicato del cervantes (associazione costituita da casapound catania) che denuncia l’accaduto. queste parole non riusciranno a infangare il percorso antifascista che l’experia porta avanti quotidianamente.
La solidarietà è un’arma e bisogna usarla, senza riempire la rete di parole spesso vuote, ma praticandola ogni giorno, collegando i percorsi, costruendo strategie comuni contro la repressione, dando vita ad iniziative.
Per quanto ci sarà possibile saremo con voi.

La repressione non ci ferma
sempre antifascisti
qui siamo e qui restiamo

studenti federico II



Casapound – i fascisti del terzo millennio



È troppo tardi per stare calmi!

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Assemblea antirazzista

ASSEMBLEA ANTIRAZZISTA

MARTEDÌ 13 – ORE 14

AULA C4 OCCUPATA

Il “Pacchetto sicurezza”, l’istituzionalizzazione delle ronde, la prigionia per le persone senza il permesso di soggiorno, sono strumenti che ha creato lo Stato per criminalizzare gli immigrati, i rom, i vagabondi e tutte le persone che si trovano in una condizione di totale disagio.

Ad alimentare il razzismo di Stato si aggiungono i Mass Media, che quotidianamente veicolano le informazioni per alimentare l’odio e l’intolleranza per il diverso.

Nella nostra città ancora non sono arrivate le ronde, ma l’occupazione di un monastero da parte di Casapound nel quartiere di Materdei e’ comunque un pericoloso segnale che deve destare l’allerta di tutti. Ricordiamo che Casapound e’ un’associazione fascista che da anni in tutta Italia sta creando un clima di intolleranza e di violenza: centinaia di aggressioni agli stranieri, ai rom e alle persone che partecipano ai movimenti sociali sono solo un aspetto della loro politica fascista e razzista.

Infatti la loro propaganda politica mira a reprimere le lotte sociali, riducendo le rivendicazioni dei movimenti a stupide soluzioni che non scardinano le logiche di sfruttamento contro cui si lotta. Ne è un esempio l’emergenza abitativa, dove i movimenti sociali lottano affinché gli 8 milioni di case sfitte siano date a chi ne ha bisogno, mentre i fascisti di Casapound lottano per avere un mutuo agevolato!

È evidente che il razzismo di Stato, la disinformazione dei Mass-Media e le politiche fasciste di Casapound, sono lo strumento usato per deviare tutte le lotte sociali, come quelle degli studenti, dei lavoratori e dei disoccupati, che tentano di liberarsi dall’oppressione e dallo sfruttamento della società capitalista.

Essere antirazzisti significa lottare per una società dell’uguaglianza, conquistando giorno dopo giorno la libertà da chi ci sfrutta e ci governa.



Perquisizioni ad antifascisti

GUAI A CHI CI TOCCA, ANTIFASCISTI SEMPRE.

Nella mattinata dell’8 ottobre, alcuni compagni che nelle ultime settimane hanno partecipato attivamente alle giornate di mobilitazione contro l’occupazione di un gruppo di neofascisti Casapound, hanno subito nelle proprie case una perquisizione da parte delle forze dell’ordine alla ricerca di armi, munizioni ed esplosivi. Ci sembra assurdo che, a distanza di due giorni dall’aggressione di uno studente del Liceo “Margherita di Savoia” da parte degli stessi esponenti di Casapound, la polizia controlli chi si mobilita contro quelle pratiche di squadrismo e di intolleranza sociale di cui tali individui si fanno portavoce.

Il percorso portato avanti in questi giorni dalle realtà studentesche e cittadine non si fermerà di fronte a queste forme di intimidazione, espressione di una storica connivenza fra forze dell’ordine e fascisti.

Esprimiamo la nostra solidarietà ai compagni perquisiti, consapevoli che nessuna istanza repressiva riuscirà ad ostacolare il proseguimento del nostro percorso di lotta.



Aggressione fascista al Margherita di Savoia

Oggi pomeriggio, intorno alle 14.00, uno studente della scuola superiore Margherita di Savoia, F.T., è stato aggredito appena fuori scuola da sei neo-fascisti! E’ stato un vero e proprio agguato, perchè lo hanno atteso nell’androne della scuola, sapendo che F.T. è un protagonista delle mobilitazioni della sua scuola e che il Margherita di Savoia è una delle scuole la cui colpa è aver partecipato in massa alla manifestazione contro il neo-fascismo, il razzismo e il sessismo del 30 settembre (alla conclusione dell’anniversario delle 4 giornate di Napoli)! Il pestaggio è avvenuto tra l’androne e l’uscita della scuola dove si trova anche il gabbiotto dei bidelli che hanno assistito a un pezzo della scena. Il ragazzo è stato accompagnato al pronto soccorso dell’Ospedale Pellegrini da due insegnanti, fra cui l’insegnante F. V.. Gli hanno riscontrato la frattura a una costola e ora è in attesa dei risultati della Tac (che pensiamo e speriamo dovrebbero essere buoni perchè è lucido) in quanto ha ricevuto due evidenti botte in testa. Tra gli aggressori anche il portavoce “Boy Scout” (per alcuni giornali…) di Casapound Napoli. Boy Scout a parole, ma bravo a menare, in 5-6 contro uno, un ragazzino delle scuole superiori… Ora basta!

Tanto tuonò che piovve…!
Eppure non c’era bisogno di riprove della natura squadrista di questo gruppo, che fa parte di un’organizzazione nazionale protagonista di innumerevoli episodi del genere proprio contro gli studenti, gli immigrati ecc. Pezzo di un fenomeno in preoccupante crescita che secondo le stime dell’osservsatorio democratico ha prodotto negli ultimi 3 anni 329 aggressioni, 161 atti vandalici/danneggiamenti inneggianti al nazifascismo, 99 attacchi a sedi di centri sociali, partiti, sindacati, ANPI, 3 morti per mano di gruppuscoli di naziskin (Dax, Renato Biagetti, e Nicola Tommasoli). E si tratta sicuro di una sottostima, almeno per quanto riguarda le aggressioni ai migranti, che spesso non le denunciano pubblicamente.

Non è possibile tollerare che questo fenomeno attecchisca anche a Napoli protetti dall’ipocrisia e dalla connivenza della destra “moderata” dei Ronghi e degli Schifone, che evidentemente rivivono i “fasti” della gioventù… Ora la rabbia è tanta, anche perchè è la seconda aggressione vigliacca in tanti contro uno dopo quella che avvenne in metropolitana a campi flegrei nel luglio scorso!
Mentre scriviamo questo comunicato gli studenti si stanno raggruppando all’Università, mentre per la rete è convocato un presidio d’urgenza domani mattina alle ore 10.00 a piazza della metro di Materdei per contestare, ri-spiegare cosa fà questa gente e per dire che se ne deve andare subito dai quartieri di Napoli!!

Rete napoletana contro il fascismo, il razzismo e il sessismo



Occupato il rettorato dell’università Federico II

Oggi 5 Ottobre 2009 la facoltà di Scienze Politiche della Federico II è stata chiusa, blindata e militarizzata, impedendovi l’accesso a qualsiasi studente. Tutto ciò per garantire una lezione sul diritto costituzionale a cui doveva partecipare Gianfranco Fini. La facoltà, per l’occorrenza, è stata ripulita di sana pianta, trattamento riservato esclusivamente per queste grandi occasioni; la pulizia della facoltà non ha riguardato solo polveri e acari ma gli altri suoi soliti abitanti, gli studenti.
Attorno alla facoltà è stata allestita una vera e propria zona rossa, impedendo agli studenti, non solo l’accesso alla facoltà, ma anche alle strade limitrofe.
Noi studenti in presidio fuori la centrale abbiamo distribuito volantini e comunicato con striscioni e interventi al megafono per ribadire che mai accetteremo la chiusura delle nostre facoltà, maggior ragione per consentire l’intervento di un fascista in giacca e cravatta, colpevole dell’omicidio di Carlo Giuliani e responsabile della legge razzista Bossi-Fini. Il tentativo di avvicinarsi alla facoltà di Scienze Politiche è stato impedito da uno schieramento di polizia in assetto antisommossa. Successivamente siamo saliti al rettorato della Federico II che tutt’ora stiamo occupando. Il Rettore Guido Trombetti, che tanto si proclama aperto e disponibile alle esigenze degli studenti, ha scelto di presidiare e fare gli onori alla lezione del fascista invece di confrontarsi e di dare spiegazioni ai suoi studenti.

FUORI I FASCISTI DALLE UNIVERSITA’
NO ALLE UNIVERSITA’ BLINDATE