GLI STUDENTI FERMANO I NEOFASCISTI !!!
Il 18 marzo, i neofascisti di Blocco Studentesco, armati di coltelli, mazze e caschi, hanno cercato di tener fuori dalla facoltà di Giurisprudenza gli studenti che volevano svolgere un’assemblea.
Le autorità accademiche si sono mostrate sorde alle preoccupazioni degli studenti; da una parte il Preside di Giurisprudenza De Giovanni confermava l’autorizzazione per l’iniziativa dei “fascisti del terzo millennio”, come amano definirsi, dall’altra il Rettore Trombetti temporeggiava nel prendere una posizione netta in merito, delegando la decisione alla Prefettura.
La risposta degli studenti che, tutti i giorni, da sempre, vivono realmente le università è stata immediata e forte; dal 18 marzo ad oggi, ininterrottamente è stato manifestato il carattere ANTIFASCISTA della nostra città. La grande assemblea di martedì 24 nel palazzo di vetro di Giurisprudenza ne è la prova evidente: più di 300 persone tra studenti, professori e associazioni come l’ANPI che hanno portato l’esperienza diretta dei partigiani, mostrando il vero volto delle nostre università e della nostra città.
Le tante iniziative di questi giorni hanno esercitato una grande pressione sulle istituzioni ed hanno costretto il Rettore e la Prefettura a REVOCARE l’autorizzazione dell’iniziativa dei fascisti prevista per oggi nel palazzo di Lettere e Giurisprudenza di via Marina 33. Abbiamo ottenuto una grande vittoria, ribadendo che l’antifascismo è una questione all’ordine del giorno e che siamo disposti a tutto pur di non concedere agibilità politica a queste carogne che, in tutt’Italia, cercano di uscire allo scoperto con l’obiettivo di imporsi nelle università e nelle scuole.
Non faremo un passo indietro nei confronti di questi rigurgiti, impediremo ogni loro iniziativa in cui porteranno avanti le loro falsità e le loro tesi revisioniste sulla storia, che sia recente o meno.
Denunciamo fermamente, inoltre, le politiche repressive che interessano oggi il nostro paese, a partire dalla legittimità data ai neofascisti fino ad arrivare ai vari Pacchetto Sicurezza, le leggi antisciopero, i licenziamenti, le decisioni prese sulla pelle della gente e difese con l’esercito, come gli inceneritori e le discariche. Oggi in contemporanea al nostro presidio si sta svolgendo la contestazione all’inaugurazione alla discarica di Acerra, a dimostrazione che la lotta è l’unico strumento che abbiamo per difendere i nostri diritti, dal vivere in un paese antifascista alla tutela della nostra salute e del nostro territorio.
NO AL RAZZISMO
NO ALLA XENOFOBIA
NO AL SESSISMO
NO AL FASCISMO
FUORI I FASCISTI DI BLOCCO STUDENTESCO E CASAPOUND DA SCUOLE E UNIVERSITA’!!
STUDENTI E STUDENTESSE ANTIFASCISTI
Aggressione fascista a Giurisprudenza
Oggi 18 marzo 2009 un gruppuscolo di neofascisti appartenenti a Blocco studentesco, branco che fa capo a Casa Pound, presidiava l’ingresso della facoltà di giurisprudenza in via Porta di Massa armato di spranghe, caschi e coltelli.
Il loro piano era volantinare in vista di una iniziativa, autorizzata e promossa dal preside di giurisprudenza, tutta all’insegna del revisionismo più becero: la proiezione, il 26 marzo prossimo, dei loro video manipolati sugli scontri di piazza Navona del 29 ottobre, per mistificare le loro responsabilità nell’aggressione allora condotta, e coperta dalle forze dell’ordine, contro un corteo di studenti medi).
Preso atto della situazione intollerabile, un gruppo di studenti si è diretto al rettorato intorno alle ore 11.30 per denunciare l’iniziativa che nel frattempo si svolgeva in tutta tranquillità. Il Rettore Guido Trombetti ha temporeggiato come suo solito, dicendo che entro il giorno dopo ci avrebbe comunicato la sua risposta istituzionale, ma avallando di fatto, nel frattempo, i contenuti e le modalità d’azione dei fascisti. Intorno alle 13.30, al termine di una giornata di manifestazioni in città e nel Paese, alcuni studenti diretti alla facoltà di giurisprudenza per terminare lì con una assemblea hanno trovato blocco studentesco a presidiare e impedire l’accesso. Come se non bastasse, i fascisti sono passati subito dopo alla provocazione attiva brandendo coltelli e bastoni con in punta una lama innestata, ferendo un Compagno.
Dopo lo scontro si sono rifugiati all’interno, approfittando della complicità della guardia giurata, complicità peraltro assicurata durante tutto lo svolgimento del loro presidio e della loro aggressione.
Denunciamo fermamente l’accaduto di cui è responsabile l’ambiguità a cui il Rettore ispira il suo comportamento istituzionale. Constatiamo con indignazione che la democrazia così come intesa dalle nostre istituzioni è totalmente compatibile, quando non connivente, con espressioni di barbarie (violenza , sessismo, xenofobia) di cui la nuova destra come la vecchia, (in realtà mai defascistizzata) si alimenta. In tutto il Paese, oggi, abbiamo avuto notizia di episodi di repressione: a Roma si è impedito con le cariche di polizia al corteo studentesco di lasciare la zona della Sapienza per riunirsi al corteo (il tutto in linea con un recente ordinanza di Alemanno, altro fascista, che limita gravemente la libertà di movimento delle manifestazioni).
Nei giorni scorsi a Roma 3 i fascisti sono stati responsabili di altre aggressioni, sempre permesse e lasciate impunite dalle forze dall’ordine. A Torino, ma nella stessa Napoli, in piazza San Giovanni Maggiore sabato scorso, si sono verificate altre azioni fasciste violente. E’ questo il clima aberrante che denunciamo con tutta la nostra forza, e non da oggi (il 28 ottobre blocco studentesco era irrotto in un’assemblea spontanea degli studenti di giurisprudenza; a dicembre, i fascisti si erano presentati con una lista alle elezioni per il rinnovo delle rappresentanze studentesche). Impediremo questo dilagare di barbarie, impediremo che i fascisti possano avere l’agibilità di tenere le loro iniziative oggi come in futuro. L’antifascismo non si delega.
Studenti Federico II
Seminario proprietà intellettuale
I settimana delle aule occupate Federico II
Giovedi 12 Marzo l’aula c4 occupata ha organizzato un seminario/dibattito sulla proprietà intellettuale.
Nella prima parte si parlerà di: marchi, brevetti e diritto d’autore, copyright, creative commons e copyleft.
Seconda parte: copyleft e software libero, GPL e uso software libero nelle scuole.
A seguire proiezione del film “The Corporation”.
Assemblee sulle riforme dell'università
Nei giorni mercoledì 4, giovedì 5, venerdì 6 Marzo 2009, nell’aula c4 occupata, si terranne assemblee di analisi e dibattito sulle riforme universitarie e scolastiche degli ultimi 20 anni. L’analisi verterà anche sulle direttive europee, Processo di Bologna e Strategia di Lisbona.
La Resistenza non si processa.. libertà per tutti gli antifascisti!
Il 28 Febbraio, a Bergamo,la polizia si è resa protagonista di un ennesimo atto di repressione nei confronti di chi rivendica a piena voce i valori dell’Antifascismo.
L’inaugurazione di una sede del partito neofascista Forza Nuova, ha radunato nella città lombarda circa centocinquanta fascisti che hanno sfilato, non autorizzati, per le vie del centro, armati di spranghe e caschi. Tutto questo nell’assoluta indifferenza delle autorità, per le quali evidentemente un corteo fascista armato fino ai denti non rappresentava pericolo. Così come nessuna preoccupazione suscitava neanche la presenza, alla testa del corteo, del segretario del partito Roberto Fiore, condannato
per la strage di Bologna del 1980 e fuggito in Inghilterra dove prese a collaborare con i servizi segreti locali, ottenendo in cambio il rifiuto della Thatcher all’estradizione richiesta dall’Italia; il governo britannico motivò questo rifiuto sostenendo che i reati di cui era accusato Fiore rispondevano ad una natura politica.
Al contrario, pericoloso e sovversivo deve essere apparso il corteo chiamato dagli Antifascisti di Bergamo per protestare contro l’apertura della sede. Alla fine del corteo, infatti, il questore ha ordinato una carica e un vero e proprio rastrellamento dei manifestanti, manganellando e picchiando con violenza gratuita e brutale chiunque si trovasse sul loro cammino.
Dopo circa mezz’ora di repressione ingiustificata, la questura ha effettuato cinquantanove fermi (cinquantanove!) e due arresti, con le accuse di lesioni, resistenza a pubblico ufficiale, e altri reati. I processi per direttissima si svolgeranno lunedì.
Come prove, i celerini hanno portato un paio di caschi, a fronte del vero e proprio arsenale sfoggiato dai fascisti.
Come sempre assassini e stragisti a braccetto con le istituzioni e agli antifascisti galere e manganello!
Questa non è che l’ultima prova di una chiara volontà di reprimere chiunque cerchi di alzare la testa, usando le camicie nere come braccio armato e ricambiando il favore appena possibile. E’ sempre più evidente come questi servi in camicia nera vengano utilizzati nei momenti in cui le contraddizioni di questo sistema diventano più evidenti e più difficilmente controllabili. In questa fase di crisi, dunque, i fascisti sono affiancati ad altri strumenti repressivi (come il Pacchetto sicurezza) affinché si
riescano a contenere le lotte sociali.
Ne sono esempi eclatanti gli avvenimenti di Piazza Navona e il comportamento della Digos napoletana in occasione del corteo antifascista convocato per la presenza di liste neofasciste nelle elezioni universitarie: uno spiegamento di forze davvero imbarazzante per controllare il corteo, ma indifferenza per chi, armato di bastoni, presidiava l’ingresso della facoltà di giurisprudenza.
A fronte di questi fatti, rivendichiamo il diritto di praticare l’Antifascismo, in piena solidarietà con i compagni di Bergamo.
SEMPRE AL FIANCO DI CHI LOTTA
NON UN PASSO INDIETRO
ANTIFASCISTI SEMPRE







