“Benvenuto” Napolitano

Lunedì 1 dicembre il Presidente Giorgio Napolitano inaugurerà il Centro di Calcolo Scientifico SCoPE (Sistema Cooperativo ad atte Prestazioni per Elaborazioni Scientifiche) nel complesso universitario di Monte Sant’Angelo.

Come da vergognosa consuetudine, in queste occasioni straordinarie te alte cariche politiche si blindano nelle strutture pubbliche, escludendo studenti e Lavoratori, che vivono queste strutture tutti i giorni e le rendono tali. Organizzare un gran gaIa all’interno dell’università, ci appare ancora più intollerabile e addirittura provocatorio in un momento in cui in tutto il paese studenti e Lavoratori sono in mobilitazione contro lo smantellamento del sistema dell’istruzione e della ricerca pubblica e di quelle minime garanzie previste dai vari contratti nazionali per i lavoratori, ad opera dell’attuale finanziaria, tanto voluta da Confindustria.

Il Presidente della Repubblica con la sua accondiscendenza si è reso complice di tutti quei provvedimenti portati avanti sia da centro-destra che da centro-sinistra ed è parte di quella classe politica che ha distrutto negli anni i diritti dei cittadini, italiani e non. Oltre ad aver avallato le scelte politiche in materia di ricerca, istruzione e lavoro, è l’autore della cosiddetta legge Turco-Napolitano che introdusse in italia i CPT. I Centri di Permanenza Temporanea sono luoghi in cui i “diritti civili” vengono quotidianamente calpestati a discapito degli stranieri “sottoposti a provvedimenti di espulsione e o di respingimento con accompagnamento coattivo alla frontiera non immediatamente eseguibile”.

Per questi motivi lunedì i dicembre faremo sentire la nostra voce a tutti gli organi istituzionali ben rappresentati da Napolitano, che il giorno prima, si sciacquano la bocca di democrazia, e il giorno dopo si blindano dentro l’università pubblica senza dare alcuna possibilità a studenti e lavoratori di manifestare il proprio dissenso.

DEMOCRAZIA BLINDATA NON CI FAI PAURA,
FAREMO LA LOTTA SEMPRE PIÙ DURA!

appuntamento per tutti gli studenti medi e universitari, ricercatori e lavoratori :
1 dicembre 2008 – ore 12:00 ai cancelli di monte sant’ angelo

movimento studentesco napoletano



In seguito alle elezioni studentesche

Al Presidente del Consiglio di Corso di Studi
Al Presidente del Consiglio di Facoltà
Al Magnifico Rettore dell’Università Federico II

Nell’ambito del movimento studentesco napoletano e nazionale contro la legge 133, culmine di attacchi che da quindici anni stanno trasformando l’università pubblica all’insegna del profitto privato, da oltre tre mesi noi studenti abbiamo avviato un processo di analisi e critica dell’attuale sistema di rappresentanza studentesca, che di fatto si è svuotato del suo significato, dando spazio ad interessi economici e personali.

Le attuali rappresentanze si sono dimostrate, soprattutto in questi mesi di protesta, uno strumento inutile, non rappresentativo delle istanze studentesche; gli studenti infatti si sono riuniti in assemblee auto-organizzate che rifiutano il concetto della delega, delegittimando così il sistema stesso delle rappresentanze.

Noi studenti siamo la principale costituente dell’università ed i primi a vivere sulla nostra pelle i problemi e le difficoltà, ma il peso che abbiamo nei momenti decisionali è di fatto nullo poiché all’interno dei consigli vi è una sproporzione enorme a vantaggio del corpo docenti che impedisce qualsiasi reale possibilità di incidere politicamente sulle scelte che li riguardano.

Questo sistema di rappresentanza, oltre a non consentire a noi studenti di agire sul sistema universitario, è teatro da anni di speculazioni e scorrettezze. Le campagne elettorali studentesche mostrano pienamente tale carenza di contenuti e povertà di proposte: si riducono troppo spesso al tappezzare in modo selvaggio gli spazi comuni delle università con volantini e manifesti, il cui contenuto è ben lontano dal presentare programmi elettorali – che dovrebbero invece essere le reali discriminanti nella scelta di un candidato – ma si limita ai nomi degli aspiranti rappresentanti e nel migliore dei casi a slogan facili e vuoti.

I candidati alla rappresentanza raccolgono voti regalando gadget o inviti a serate in discoteca e toccano il fondo nei giorni delle elezioni, in cui si abbassano a qualsiasi stratagemma: negli anni abbiamo persino assistito alla vista di procaci ragazze – hostess pagate da partiti o associazioni studentesche – che affabilmente invitavano gli studenti di passaggio ad andare a votare.

La risposta degli studenti a questo sistema è stata l’affluenza alle urne. Nel 2007 la percentuale dei votanti era in media solo del 18%, dato da considerarsi inaccettabile per qualunque realtà democratica.

Chiunque può constatare che la presenza massiccia dei candidati durante la campagna elettorale si dissolve nei due anni di carica. Non è previsto istituzionalmente nessun incontro tra studenti e rappresentanti, e da sempre questi ultimi non hanno avuto la volontà di creare dei momenti assembleari. Di conseguenza, data l’assenza di comunicazione tra studenti e rappresentanti, ciò che viene portato al CCL e al CF non è altro che un’opinione personale del rappresentante, nei rari casi in cui si presentano ai consigli.

Perché tanto interesse da parte dei candidati, nel conquistare la carica di rappresentanti-fantoccio, ed appena non eletti latitano fino alle elezioni successive?

Ciò che non è alla luce del sole sono i reali motivi per cui si presentano candidati e liste: nella maggior parte dei casi esistono associazioni studentesche che vengono sovvenzionate con migliaia di euro per attività culturali, che di culturale spesso hanno ben poco. Tali associazioni sostengono direttamente o indirettamente liste e candidati che, quando non aspirano alle “poltrone” come trampolino di lancio per future carriere politiche, mirano alla spartizione delle sovvenzioni o a piccoli privilegi, quali ad esempio il pass auto per il parcheggio.

Date queste premesse in vista delle scorse elezioni studentesche, noi studenti ne avevamo chiesto la sospensione, per avviare un processo di modifica radicale dell’attuale sistema partecipativo degli studenti agli organi decisionali.

Sono state raccolte, consegnate e protocollate al Rettorato migliaia di firme di studenti che chiedevano la sospensione delle elezioni. Il Rettore si è mostrato del tutto sordo alle nostre denunce e le nostre richieste non sono state prese in considerazione, pertanto gli studenti di tutto l’Ateneo hanno risposto con l’occupazione della sede della Federico II di via Mezzocannone 16.

Con l’avvicinarsi delle elezioni, tutte le facoltà venivano blindate dalla Polizia e sorvegliate costantemente dalla DIGOS per impedire qualsiasi manifestazione di dissenso. Le premesse non erano degne di una qualunque realtà civile e democratica, e per alcuni aspetti incostituzionali: in alcuni casi gli studenti avevano la possibilità di votare una sola lista, mentre in alcune facoltà erano candidate liste dichiaratamente fasciste.

La militarizzazione dell’università, oltre a non esser stata garante di democrazia e di rispetto delle regole, ha di fatto lasciato che si perpetuassero indisturbate gravissime irregolarità quali il ripristino di seggi in corso di votazione dopo la distruzione di urne, furto di schede, rimozione dei sigilli di garanzia, ricostituzione da parte degli stessi candidati di seggi invalidati la notte precedente, compravendita indiretta di voi e la prosecuzione della campagna elettorale nei seggi stessi, arrivando finanche ad accompagnare gli studenti alle sedi di voto. Addirittura le votazioni di uno stesso consiglio sono avvenute in momenti diversi, a distanza di più di un mese. Alla luce di questi eventi le elezioni già politicamente illegittime, si sono dimostrate tali anche sotto il profilo legale.

Alcune di queste gravi irregolarità, che si volevano far passare nell’ombra, sono venute alla luce e hanno portato all’indizione di elezioni suppletive nel mese di Gennaio. Il fallimento di queste elezioni è stato eclatante, l’affluenza media alle urne è calata dal 18% al 14%, mentre se si tiene conto delle schede nulle e bianche il calo è al 12%.

Particolarmente scandalosi sono i casi in cui le percentuali totali dei votanti nelle facoltà sono state dell’1% (Architettura), e quelli in cui i candidati sono stati eletti con un singolo voto (nei CCL di Informatica, di Ingegneria Informatica, di Biotecnologie per la Salute e nel CF di Biotecnologie). Ma l’episodio peggiore è avvenuto nei consigli in cui alcuni candidati sono stati eletti con zero voti, come per i CCL di Architettura, di Ingegneria delle Telecomunicazioni, di Lingue Culture e Letteratura Moderne Europee e di Scienze Biologiche.

In questo contesto va ripensata la presenza degli studenti negli organi decisionali, in direzione di un reale allargamento della partecipazione e dell’aumento del peso politico degli studenti alla vita dell’Ateneo.

Siamo dunque pronti a contestare ed intervenire ad ogni futura riunione dei consigli degli organi universitari, non riconoscendo alcuna legittimità alla farsa elettorale appena compiuta, né al suo sistema, che si prefigge di tenerci lontano dalla partecipazione decisionale.

Non è quindi ammissibile accettare ulteriormente questo stato di cose, noi studenti non delegheremo a nessuno le nostre lotte, non permetteremo a nessuno di rappresentare le nostre idee. D’ora in poi ci riuniremo in assemblee per partecipare ai Consigli di Laurea e Facoltà e portare le nostre istanze, senza limitarci a prendere parola necessariamente sugli ordini del giorno indetti dagli organi ufficiali, ma portando tutte le rimostranze che riteniamo valide.

Questo, al momento, è l’unico modo per far sentire in prima persona lo nostra voce, partecipare attivamente alla vita e alle decisioni dell’università.

Inoltre pretendiamo che le date dei consigli e i relativi Ordine Del Giorno siano resi pubblici attraverso i canali informativi dell’Ateneo, comunicazioni che al momento riguardano solo i rappresentanti in carica, e permettendo quindi a chiunque di potervi partecipare.



Assemblea dei movimenti sociali contro la Repressione

Il 6 Dicembre ad Atene l’uccisione del giovane Alexis. L’ennesimo brutale assassinio da parte delle forze dell’ordine che colpisce i movimenti sociali e di protesta.

L’ odierna crisi economica si sta mostrando in tutta la sua portata, le stesse prospettive della classe dominante sono drammatiche. Soltanto in Italia, Confindustria dichiara che entro il prossimo Giugno 600.000 lavoratori saranno licenziati e altri messi in cassa integrazione, mentre circa 45 mila sono già gli attuali cassintegrati del piano Marchionne per la FIAT. Siamo di fronte ad una crisi strutturale ed i governi europei hanno bisogno di un clima sereno in modo da fare passare le loro politiche anti-popolari. L’ottimismo di Berlusconi ne è l’esempio più evidente: mentre gli attacchi ai lavoratori producono morte e sfruttamento, il premier invita allo shopping natalizio.

Intanto la repressione colpisce chi sta cercando di lottare contro questo sistema; solo qualche settimana fa il senatore a vita Francesco Cossiga ha fatto dichiarazioni intimidatorie, parlando di ambulanze e camionette da usare contro il movimento universitario.

La quotidianità si farà sempre più pesante. Le infamanti notizie dei media sono parte di questo attacco, criminalizzano prima i disoccupati, poi i lavoratori più combattivi, ora gli studenti. L’unione delle forze sociali è l’unica strada per resistere alle loro imposizioni e per vincere tutte le battaglie in campo: un lavoro per tutti, una casa decente, un’università pubblica, un ambiente sano e una sanità gratuita.

Di fronte l’omicidio di Alexis, i compagni greci hanno sentito la necessità di chiamare una giornata internazionale contro ogni pratica di repressione nei confronti delle realtà in lotta. Non possiamo che rispondere a questa chiamata con un corteo in cui, come negli ultimi mesi ci riprendiamo strade, piazze e città. La Solidarietà ai compagni non può essere espressa solo attraverso i comunicati, è necessaria una risposta unitaria al clima di terrore e repressione voluto a livello europeo.

Costruiamo un corteo per il 20 dicembre in solidarietà ai compagni uccisi da fascisti e polizia.

Federico II Occupata



Federico II Occupata

Il 12 dicembre 2008 gli studenti e le studentesse della Federico II, insieme ai compagni dell’Orientale, hanno occupato la sede di via Mezzocannone 16 per dare vita a uno spazio reale che sia punto di riferimento per le lotte di tutto l’ateneo, dal momento che questa sede ospita i corsi di molte facoltà.

Obiettivo di questa azione è il blocco delle elezioni studentesche previste per il 16 e 17dicembre; abbiamo deciso di dare un forte segnale che risponda ai tentennamenti e ai giochi tattici del rettore Trombetti (che inizialmente aveva rinviato a tempo indeterminato, sotto la pressione degli studenti e delle studentesse, la convocazione del 2 e 3 dicembre) per dimostrare che la mobilitazione in tutte le facoltà dell’Ateneo è viva più che mai, e che il clima di serenità che, secondo il rettore, sarebbe necessario per il normale svolgimento delle elezioni, non c’è.

Le attuali rappresentanze si sono dimostrate, soprattutto in questi mesi di protesta, uno strumento inutile, non rappresentativo delle istanze studentesche; organo di gente dedita unicamente al conseguimento di interessi personali o di qualche partito. Questi rappresentanti non sono nient’altro che delegati/burocrati, e questo Movimento rifiuta il concetto stesso di delega.
E’ nostra intenzione rimarcare la nostra completa indipendenza da qualsiasi partito politico sindacato o lista elettorale. Non abbiamo alcuna volontà di candidarci né a queste elezioni né a quelle che verranno. Denunciamo poi con forza la presenza, all’interno delle candidature, di liste ed esponenti neofascisti (Blocco studentesco a Giurisprudenza ed Ingegneria).

In questo contesto va ripensato tutto il sistema della rappresentanza, in direzione di un reale allargamento della partecipazione e dell’aumento del peso politico degli studenti nella vita dell’Ateneo.

La scelta radicale dell’occupazione mira a rilanciare l’energia politica del movimento studentesco napoletano contro la legge 133, culmine di attacchi che, da 15 anni a questa parte, stanno trasformando l’università pubblica all’insegna del profitto privato; in un momento in cui i Media, strumento ideologico del Potere, intendono zittirlo con il loro colpevole silenzio.
Con questa occupazione intendiamo rinsaldare l’unità delle lotte di tutti i soggetti sociali colpiti da questa storica crisi del Capitalismo. Da anni, attraverso processi di privatizzazione e precarizzazione, governi di centro-destra e centro-sinistra, dietro le spinte di direttive europee come la Strategia di Lisbona o la Bolkenstein, hanno effettuato una rapina di tutti i beni comuni e i diritti sociali (istruzione, sanità, lavoro, acqua e ambiente).

NON VOTARE, PARTECIPA ALL’OCCUPAZIONE
UNITI CONTRO LA 133 E CONTRO LA PRECARIETA’

ASSEMBLEA SULLE ELEZIONI MEZZOCANNONE 16
LUNEDI 15 DICEMBRE 2008 ORE 14:00