Conseguenze ddl gelmini a Scienze MM.FF.NN.
Di seguito il documento portato dagli stuednti al consiglio di Scienze MM.FF.NN.
E’ ormai da tempo che ribadiamo con forza come i cambiamenti dell’università non scaturiscano solo dall’ultimo ddl sull’università (Riforma Gelmini-Tremonti) bensì dalle riforme degli ultimi 15 anni promosse da tutti gli schieramenti politici. Riforme decise strategicamente dall’Unione Europea e mosse dalla cosiddetta “Strategia di Lisbona” (2000) e dalla cosiddetta “Dichiarazione di Bologna” (1998).
La trasformazione dell’Università Italiana, e della “Federico II” in primis, è in perfetta sintonia con le strategie di Aziendalizzazione e Privatizzazione dell’U.E. e l’ultimo ddl non è che l’ennesimo tassello che rende ancora più palese la rotta sulla quale ci stanno spingendo.
Come se non bastassero le condizioni precarie a cui siamo stati costretti a sottostare finora (mense totalmente inesistenti o incapaci di coprire il numero di pasti convenzionati necessari, laboratori inaccessibili o sovraffollati, biblioteche che non garantiscono il diritto di accedere ai testi richiesti dai corsi, aule e servizi igienici inadeguati al numero di studenti, assenza totale di studentati e convenzioni per gli alloggi dei fuori sede) che si traducono in un vero e proprio smantellamento del diritto allo studio, ci siamo ritrovati all’inizio del secondo semestre a vivere situazioni totalmente insostenibili. Studenti della triennale e della specialistica si sono ritrovati a seguire contemporaneamente nella stessa aula con programmi d’esame a volte totalmente differenti e in condizioni di sicurezza inesistenti, a dover stare al passo con spostamenti repentini dal Centro Storico a Monte Sant’Angelo che gravano su energie e portafoglio, costringendo i pendolari a spostarsi in fasce orarie allucinanti per seguire solo poche ore di corsi, a non avere la possibilità di seguire insegnamenti complementari o fondamentali perché non attivati.
Qual è l’origine di questi ulteriori disagi? E’ la scelta della Facoltà di avviare comunque un semestre gravemente compromesso, ignorando, boicottando e tentando di vanificare l’azione di protesta dei ricercatori astenutisi dalla docenza contro l’ultimo disegno di legge. La facoltà si nasconde ancora una volta dietro deboli prese di posizione formali,dietro la necessità di garantire agli studenti il servizio per cui hanno pagato, che nei fatti,però, è stato negato. L’avviare il semestre in tali condizioni, il rifiuto di intavolare una discussione con tutte le parti lese dalla riforma e il programmare tagli dell’offerta formativa e restrizioni all’accesso ad alcuni corsi di studio per l’anno venturo, non fanno nient’altro che avallare e promuovere il processo di distruzione dell’Università pubblica.
Pur sentendo l’esigenza di una profonda riforma del nostro sistema universitario,crediamo che questa non possa e non debba avvenire a scapito di noi studenti,dei ricercatori e, soprattutto, di quello che è il vero motivo per cui l’Università è stata fondata: una cultura e una ricerca libere e accessibili a tutti!
L’università non si riforma a costo zero!
Gli esempi della Grecia e della Francia, dove le riforme dell’università non sono passate del tutto grazie alle straordinarie mobilitazioni studentesche e dei lavoratori, ci insegnano che l’unico modo per incidere significativamente sul processo in atto, è l’unione concreta di tutte le realtà coinvolte. Per questo chiediamo un confronto aperto in un’assemblea pubblica con tutte le parti che stanno tentando di opporsi a questo delirio ed esigiamo una risposta concreta, e non solo formale da parte degli organi istituzionali: che riconoscano l’assoluta impossibilità dello svolgimento di un semestre in tali condizioni.
Studenti Scienze MM.FF.NN.
www.c4occupata.org
www.alexisoccupata.org
Contro il ddl Gelmini e il numero chiuso.
Di seguito il documento prsentato e letto al cf di scienze:
Dopo più di un anno dal primo DDL Gelmini, criticato e discusso proprio da questo CF ci troviamo nuovamente a discutere delle ulteriori evoluzioni sempre ad opera del ministro Gelmini e come affrontare tali mutamenti.
Vorremmo però, che almeno quest’oggi non si parli come la volta precedente (forum di facoltà) quasi unicamente di tecnicismi e di relativi adattamenti che, l’università, e nello specifico la nostra facoltà dovrebbero attuare. Ci troveremmo altrimenti, ancora una volta a cercare (come del resto già fatto in seguito alle precedenti riforme) soluzioni temporanee ed inutili che non ne colgono l’impianto strategico.
Infatti è ormai da tempo che ribadiamo con forza come i cambiamenti dell’università non vengano solo dall’ultima riforma ma bensì da tutte le riforme degli ultimi 15 anni, tanto di centro-destra che di centro-sinistra. Riforme, cosi come quelle del mercato del lavoro, pensionistico, etc., decise strategicamente dall’Unione Europea e mosse dalla cosi detta “Strategia di Lisbona” (2000) e dalla cosi detta “Dichiarazione di Bologna” (1998). Non si puo’ comprendere quindi, la reale portata di queste Riforme senza collegarle a quelle del mercato del lavoro: LEGGE 30, PACCHETTO TREU in Italia, i diversi pacchetti HARTZ in Germania.
Non impostare la discussione in questi termini – come e’ stato fatto fin’ora – vuol dire, o non riuscire ad intuire la portata distruttiva della strategia messa in atto dall’U.E., o esserne complici.
In merito ci risponde il presidente della crui: “La proposta di legge del Ministro Gelmini approvata oggi, 28 ottobre, dal Consiglio dei Ministri per l’ampiezza del suo impianto e la valenza riformatrice degli interventi previsti, rappresenta un’occasione fondamentale e per molti versi irripetibile per chi ha davvero a cuore il recupero e il rilancio dell’università italiana”.
La trasformazione dell’Università Italiana è in perfetta sintonia con le strategie sopra citate e l’ultimo ddl non è che l’ultimo tassello che rende ancora più palese la rotta sulla quale vogliono spingerci. Soprattutto abbiamo individuato tre macropunti particolarmente critici e in continuità con tali strategie:
1) Ulteriori cambiamenti del CDA con preoccupanti evoluzioni per quanto riguarda la composizione, la nomina e i poteri attribuitigli. I privati, anche se a nomina interna, potranno arrivare anche al 40% dei membri: si permette a manager e padronato di controllare e determinare la formazione della futura forza lavoro evitando di dover farsi carico anche della gestione economica. Ecco che le decisioni verranno prese sempre maggiormente nel nome del profitto e degli interessi dei privati e a discapito degli studenti. Immaginiamo che i criteri del direttore manager del cda, nello scegliere quali sono i corsi da sopprimere o da attivare, non sono certamente in base alla loro importanza culturale. Infatti, come tutti ben sanno, il nuovo cda potrà deliberare l’attivazione o la soppressione di corsi e sedi.
La Federico II ha addirittura in alcuni aspetti anticipato le modifiche del DDL Gelmini, infatti il nostro ateneo grazie al comma 1 dell’art.17 dello statuto della Federico II è tra le prime università italiane ad avvalersi di membri esterni privati nel cda.
2) Prestito d’onore, merito, diritto allo studio: lo studente diventa sempre più imprenditore di se stesso: quello che prima era un diritto ora viene elargito come prestito (finanziato e gestito dai privati che certamente non agiranno senza tornaconti). Tali prestiti hanno come parametri di ottenimento il merito, che tiene conto sempre di meno delle condizioni sociali dello studente, premiando produttività e asservimento totale allo studio, e di fatto, tagliando fuori sempre di più gli studenti lavoratori. Si fa un ben parlare in tutti gli ambiti, accademici e non, di diritto allo studio e della fantomatica meritocrazia: vorremmo dire due parole anche su questo. La privatizzazione dei servizi legati al diritto allo studio ha trasformato l’Ente in Azienda e quindi il passaggio da E.D.I.S.U. in A.D.I.S.U. (e ringraziamo i rappresentati degli studenti e i loro decisivi voti).
Di diritto allo studio neanche l’ombra: cancellare la possibilità di avere una borsa di studio (i fondi diminuiscono di anno in anno), un pasto gratis, alloggi per studenti e libri significa impedire a chi non può permettersi tutte queste cose se non andando a lavorare, di non riuscire a sostenere i ritmi aziendalistici (segui-studia-fai l’esame) che l’università sempre più impone. Le borse di studio vengono assegnate seguendo più i criteri della produttività (numero di crediti e media dei voti) che quelli di un reale bisogno (e quindi del reddito). Inoltre, attraverso la creazione dell’idoneo non beneficiario, si alimenta ancora di più la selezione: paradossalmente chi non ha le possibilità di mantenersi all’università per beneficiare di una borsa deve sostenere ritmi e crediti raggiungibili solo da chi vive 24 ore l’università ed ha la possibilità di studiare senza lavorare.
La selezione continua poi in aula, con la distinzione che molte volte avviene tra frequentanti e non frequentanti attraverso l’introduzione della frequenza obbligatoria. In questo modo si ostacolano di fatto tutti quegli studenti-lavoratori che trovano impossibile conciliare studio e lavoro.
Come se non bastassero già tutte le ingiustizie e le disuguaglianze sopra citate la Facoltà di Scienze pensa bene di inserire il numero chiuso nel corso di laurea di Biologia, a cui noi ci opporremo con tutte le nostre forze.
In merito leggiamo un breve racconto che ci spiega le conseguenze di questo provvedimento meglio di qualunque analisi:
Ecco la breve storia di Ciro e Roberto, due amici che hanno fatto assieme le scuole medie ed il liceo scientifico: entrambi appassionati per le materie scientifiche, durante il secondo e terzo anno sono incuriositi e colpiti positivamente dalla Biologia che diventa la loro materia preferita. Proseguono il liceo, durante il quarto e quinto anno faranno altre materie al posto della Biologia che però rimane un desiderio e un sogno nel cassetto. Esame di maturità, il liceo termina, è il momento delle scelte importanti, quelle che veramente ti segnano il resto della vita. Ciro e Roberto non hanno dubbi: hanno scelto di iscriversi al Corso di Studi di Biologia della Facoltà di Scienze MM. FF. NN della Federico II. L’estate è alle porte, i due ragazzi si informano sull’iscrizione all’università poiché da qualche mese c’è una novità: il CCS di Biologia è diventato a numero chiuso e bisogna superare un test d’ingresso.
La famiglia di Ciro non è una famiglia povera, gli ha sempre dato tutto quello che gli serviva, facendo un po’ di sforzi consentirà a Ciro di andare all’università senza troppi problemi.
La famiglia di Roberto invece è sicuramente più tranquilla, i soldi ci sono, non avranno ville e barche di lusso ma di certo non hanno problemi economici.
Qualche piccolo problema economico lo inizia ad avere la famiglia di Ciro poiché il padre non ha un lavoro stabile, Ciro quindi decide di andare a lavorare durante i mesi estivi per aiutare se pur di poco la sua famiglia.
La famiglia di Roberto è molto orgogliosa della scelta del proprio figlio, e consigliati da amici decide di iscrivere Roberto ad un corso estivo di preparazione ai test d’ingresso, certo Roberto ad Agosto non andrà in vacanza ed il corso costa 6.000 euro, ma è un momento importante.
Roberto entusiasta chiama Ciro per raccontargli la novità e per programmare lo studio estivo; purtroppo Ciro non ci sarà perché andrà a lavorare a Procida per circa due mesi e quindi non potrà studiare.
I due amici si rincontrano pochi giorni prima del test d’ingresso, sono molto in ansia per il grande giorno, a confronto l’esame di maturità gli sembra una barzelletta, qui le cose sono serie: o dentro o fuori.
Arriva il giorno del test d’ingresso, i due amici si trovano in quella che forse sarà la loro università, la loro vita, il loro futuro; ci sono altre centinaia di studenti proprio come loro tutti pronti alla sfida.I risultati arrivano dopo 10 giorni: Roberto supera il test d’ingresso, Ciro no.
Incontro Ciro che dopo una settimana dal risultato del test è andato a vedere nelle bacheche dell’università se era riuscito a salire di graduatoria grazie a qualche rinunciatario e allo scorrimento, purtroppo niente da fare, ci mettiamo a parlare un po’ e lui mi racconta la sua storia e mi chiede qualche consiglio poiché faccio l’università da qualche anno.
Mentre camminiamo per l’università e Ciro mi racconta la sua storia, io penso a cosa gli potrei dire: la storia delle riforme universitarie che da anni stanno affossando il sistema istruzione, le università che diventano aziende, i privati all’interno dell’università, i servizi esternalizzati, i bilanci, i tagli; ogni cosa può essere un elemento importante. Oltre le cause e i motivi politici che hanno portato a tutto questo però a Ciro gli dovrei dire anche che quello che lui sta subendo è stato deciso proprio tra queste mura, davanti ai miei occhi e con i professori che proiettavano slide con numeri di studenti, bilanci e produttività.
Ci chiediamo quindi se è possibile parlare di diritto allo studio e meritocrazia.
3) Ruolo dei ricercatori e modifiche alla loro condizione: ancora una volta, assecondando logiche di profitto, i ricercatori vengono sempre più sfruttati e posti sotto ricatto; equiparati ai docenti ordinari come doveri ma mai come diritti.
Una delle figure più colpite insieme a quelle degli studenti e dei lavoratori e’ sicuramente quella dei ricercatori. Riteniamo necessario un confronto tra studenti e ricercatori per individuare le forme di lotta necessarie per opporci a questo disegno. L’esperienza infatti, ci ha insegnato che solo attraverso l’unità è possibile ottenere qualche risultato.
Assistiamo, quindi, sempre più ad un maggiore asservimento dell’università agli interessi e alle logiche delle imprese, dove le aziende utilizzano scuole ed università per “addestrare” la futura forza lavoro, sia in termini di preparazione tecnico-scientifica che in termini ideologici.
L’aziendalizzazione dell’università, infatti, ha portato ad esternalizzare numerose attività, a discapito dei lavoratori e degli studenti, favorendo l’arricchimento di aziende private che speculano sui lavoratori e sul servizio offerto all’università. Ne è un esempio recente il servizio di pulizia esternalizzato all’azienda COOPSEMA di cui l’Università si avvale oramai da diversi anni. Il servizio offerto è visibilmente scadente e non certamente per colpa dei lavoratori. I lavoratori assunti dall’azienda (e non dall’università) subiscono attacchi quotidiani e devono sottostare a condizioni di lavoro pessime. Proprio in questi giorni i lavoratori hanno scioperato per tre giorni ottenendo dall’azienda il pagamento degli straordinari in forma monetaria e non sotto forma di ticket (come tra l’altro previsto per legge). L’università, ancora una volta, non è esente da colpe, anzi è complice interessata di tutto questo.
La continua cecità su tali cambiamenti (vecchi e nuovi), la mancata analisi e l’assenza di una reale e forte contestazione pongono di fatto il mondo accademico, assolutamente complice della distruzione dell’università pubblica.
Vi lasciamo con una domanda. Dove dobbiamo arrivare per vedervi lottare e difendere l’università pubblica, un diritto di tutti?
Studenti di Scienze MM.FF.NN.
Aula C4 Occupata – Monte Sant’Angelo
Aula Alexis Occupata – Mezzocannone 16





