La C4 sempre di più degli studenti
L’aula C4 in questi 14 mesi di occupazione è stata un’aula realmente a disposizione degli studenti, non chiusa e inaccessibile come numerose aule e laboratori della nostra università.
Tutto ciò non bastava, abbiamo reso questo spazio ancora più nostro: ampliato il sistema elettrico, aggiustato tende ed armadi, postazioni con 4 pc sempre connessi ad internet, una biblioteca, forno per scaldare il pranzo e tanto altro.
Un ulteriore passo in avanti è stato fatto in questi giorni: sono stati montati 3 banchi rettangolari che l’università aveva pensato bene di buttare; questi tavoli invece sono stati portati in C4 dove sarà quindi possibile sudiare più agevolmente in gruppo.
L’aula C4 è un’aula sempre aperta, adibita ad aula studio quando non ci sono iniziative.
Scarceranda, mostra con 100 disegni
E’ stata allestita, all’esterno dell’aula C4 Occupata, una mostra con le 100 illustrazioni di Scarceranda 2010.
Per avere una copia di Scaranda + Quaderno chiedi all’interno dell’aula oppure visita il sito.

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SCARCERANDA
dal 1999
contro ogni carcere giorno dopo giorno, perché di carcere non si muoia più, ma neanche di carcere si viva
Scarceranda è un’agenda autoprodotta da Radio Onda Rossa dal 1999. Il suo motto fin dalla nascita è “contro ogni carcere giorno dopo giorno, perché di carcere non si muoia più, ma neanche di carcere si viva”.
www.ondarossa.info/scarceranda
Contro il ddl Gelmini e il numero chiuso.
Di seguito il documento prsentato e letto al cf di scienze:
Dopo più di un anno dal primo DDL Gelmini, criticato e discusso proprio da questo CF ci troviamo nuovamente a discutere delle ulteriori evoluzioni sempre ad opera del ministro Gelmini e come affrontare tali mutamenti.
Vorremmo però, che almeno quest’oggi non si parli come la volta precedente (forum di facoltà) quasi unicamente di tecnicismi e di relativi adattamenti che, l’università, e nello specifico la nostra facoltà dovrebbero attuare. Ci troveremmo altrimenti, ancora una volta a cercare (come del resto già fatto in seguito alle precedenti riforme) soluzioni temporanee ed inutili che non ne colgono l’impianto strategico.
Infatti è ormai da tempo che ribadiamo con forza come i cambiamenti dell’università non vengano solo dall’ultima riforma ma bensì da tutte le riforme degli ultimi 15 anni, tanto di centro-destra che di centro-sinistra. Riforme, cosi come quelle del mercato del lavoro, pensionistico, etc., decise strategicamente dall’Unione Europea e mosse dalla cosi detta “Strategia di Lisbona” (2000) e dalla cosi detta “Dichiarazione di Bologna” (1998). Non si puo’ comprendere quindi, la reale portata di queste Riforme senza collegarle a quelle del mercato del lavoro: LEGGE 30, PACCHETTO TREU in Italia, i diversi pacchetti HARTZ in Germania.
Non impostare la discussione in questi termini – come e’ stato fatto fin’ora – vuol dire, o non riuscire ad intuire la portata distruttiva della strategia messa in atto dall’U.E., o esserne complici.
In merito ci risponde il presidente della crui: “La proposta di legge del Ministro Gelmini approvata oggi, 28 ottobre, dal Consiglio dei Ministri per l’ampiezza del suo impianto e la valenza riformatrice degli interventi previsti, rappresenta un’occasione fondamentale e per molti versi irripetibile per chi ha davvero a cuore il recupero e il rilancio dell’università italiana”.
La trasformazione dell’Università Italiana è in perfetta sintonia con le strategie sopra citate e l’ultimo ddl non è che l’ultimo tassello che rende ancora più palese la rotta sulla quale vogliono spingerci. Soprattutto abbiamo individuato tre macropunti particolarmente critici e in continuità con tali strategie:
1) Ulteriori cambiamenti del CDA con preoccupanti evoluzioni per quanto riguarda la composizione, la nomina e i poteri attribuitigli. I privati, anche se a nomina interna, potranno arrivare anche al 40% dei membri: si permette a manager e padronato di controllare e determinare la formazione della futura forza lavoro evitando di dover farsi carico anche della gestione economica. Ecco che le decisioni verranno prese sempre maggiormente nel nome del profitto e degli interessi dei privati e a discapito degli studenti. Immaginiamo che i criteri del direttore manager del cda, nello scegliere quali sono i corsi da sopprimere o da attivare, non sono certamente in base alla loro importanza culturale. Infatti, come tutti ben sanno, il nuovo cda potrà deliberare l’attivazione o la soppressione di corsi e sedi.
La Federico II ha addirittura in alcuni aspetti anticipato le modifiche del DDL Gelmini, infatti il nostro ateneo grazie al comma 1 dell’art.17 dello statuto della Federico II è tra le prime università italiane ad avvalersi di membri esterni privati nel cda.
2) Prestito d’onore, merito, diritto allo studio: lo studente diventa sempre più imprenditore di se stesso: quello che prima era un diritto ora viene elargito come prestito (finanziato e gestito dai privati che certamente non agiranno senza tornaconti). Tali prestiti hanno come parametri di ottenimento il merito, che tiene conto sempre di meno delle condizioni sociali dello studente, premiando produttività e asservimento totale allo studio, e di fatto, tagliando fuori sempre di più gli studenti lavoratori. Si fa un ben parlare in tutti gli ambiti, accademici e non, di diritto allo studio e della fantomatica meritocrazia: vorremmo dire due parole anche su questo. La privatizzazione dei servizi legati al diritto allo studio ha trasformato l’Ente in Azienda e quindi il passaggio da E.D.I.S.U. in A.D.I.S.U. (e ringraziamo i rappresentati degli studenti e i loro decisivi voti).
Di diritto allo studio neanche l’ombra: cancellare la possibilità di avere una borsa di studio (i fondi diminuiscono di anno in anno), un pasto gratis, alloggi per studenti e libri significa impedire a chi non può permettersi tutte queste cose se non andando a lavorare, di non riuscire a sostenere i ritmi aziendalistici (segui-studia-fai l’esame) che l’università sempre più impone. Le borse di studio vengono assegnate seguendo più i criteri della produttività (numero di crediti e media dei voti) che quelli di un reale bisogno (e quindi del reddito). Inoltre, attraverso la creazione dell’idoneo non beneficiario, si alimenta ancora di più la selezione: paradossalmente chi non ha le possibilità di mantenersi all’università per beneficiare di una borsa deve sostenere ritmi e crediti raggiungibili solo da chi vive 24 ore l’università ed ha la possibilità di studiare senza lavorare.
La selezione continua poi in aula, con la distinzione che molte volte avviene tra frequentanti e non frequentanti attraverso l’introduzione della frequenza obbligatoria. In questo modo si ostacolano di fatto tutti quegli studenti-lavoratori che trovano impossibile conciliare studio e lavoro.
Come se non bastassero già tutte le ingiustizie e le disuguaglianze sopra citate la Facoltà di Scienze pensa bene di inserire il numero chiuso nel corso di laurea di Biologia, a cui noi ci opporremo con tutte le nostre forze.
In merito leggiamo un breve racconto che ci spiega le conseguenze di questo provvedimento meglio di qualunque analisi:
Ecco la breve storia di Ciro e Roberto, due amici che hanno fatto assieme le scuole medie ed il liceo scientifico: entrambi appassionati per le materie scientifiche, durante il secondo e terzo anno sono incuriositi e colpiti positivamente dalla Biologia che diventa la loro materia preferita. Proseguono il liceo, durante il quarto e quinto anno faranno altre materie al posto della Biologia che però rimane un desiderio e un sogno nel cassetto. Esame di maturità, il liceo termina, è il momento delle scelte importanti, quelle che veramente ti segnano il resto della vita. Ciro e Roberto non hanno dubbi: hanno scelto di iscriversi al Corso di Studi di Biologia della Facoltà di Scienze MM. FF. NN della Federico II. L’estate è alle porte, i due ragazzi si informano sull’iscrizione all’università poiché da qualche mese c’è una novità: il CCS di Biologia è diventato a numero chiuso e bisogna superare un test d’ingresso.
La famiglia di Ciro non è una famiglia povera, gli ha sempre dato tutto quello che gli serviva, facendo un po’ di sforzi consentirà a Ciro di andare all’università senza troppi problemi.
La famiglia di Roberto invece è sicuramente più tranquilla, i soldi ci sono, non avranno ville e barche di lusso ma di certo non hanno problemi economici.
Qualche piccolo problema economico lo inizia ad avere la famiglia di Ciro poiché il padre non ha un lavoro stabile, Ciro quindi decide di andare a lavorare durante i mesi estivi per aiutare se pur di poco la sua famiglia.
La famiglia di Roberto è molto orgogliosa della scelta del proprio figlio, e consigliati da amici decide di iscrivere Roberto ad un corso estivo di preparazione ai test d’ingresso, certo Roberto ad Agosto non andrà in vacanza ed il corso costa 6.000 euro, ma è un momento importante.
Roberto entusiasta chiama Ciro per raccontargli la novità e per programmare lo studio estivo; purtroppo Ciro non ci sarà perché andrà a lavorare a Procida per circa due mesi e quindi non potrà studiare.
I due amici si rincontrano pochi giorni prima del test d’ingresso, sono molto in ansia per il grande giorno, a confronto l’esame di maturità gli sembra una barzelletta, qui le cose sono serie: o dentro o fuori.
Arriva il giorno del test d’ingresso, i due amici si trovano in quella che forse sarà la loro università, la loro vita, il loro futuro; ci sono altre centinaia di studenti proprio come loro tutti pronti alla sfida.I risultati arrivano dopo 10 giorni: Roberto supera il test d’ingresso, Ciro no.
Incontro Ciro che dopo una settimana dal risultato del test è andato a vedere nelle bacheche dell’università se era riuscito a salire di graduatoria grazie a qualche rinunciatario e allo scorrimento, purtroppo niente da fare, ci mettiamo a parlare un po’ e lui mi racconta la sua storia e mi chiede qualche consiglio poiché faccio l’università da qualche anno.
Mentre camminiamo per l’università e Ciro mi racconta la sua storia, io penso a cosa gli potrei dire: la storia delle riforme universitarie che da anni stanno affossando il sistema istruzione, le università che diventano aziende, i privati all’interno dell’università, i servizi esternalizzati, i bilanci, i tagli; ogni cosa può essere un elemento importante. Oltre le cause e i motivi politici che hanno portato a tutto questo però a Ciro gli dovrei dire anche che quello che lui sta subendo è stato deciso proprio tra queste mura, davanti ai miei occhi e con i professori che proiettavano slide con numeri di studenti, bilanci e produttività.
Ci chiediamo quindi se è possibile parlare di diritto allo studio e meritocrazia.
3) Ruolo dei ricercatori e modifiche alla loro condizione: ancora una volta, assecondando logiche di profitto, i ricercatori vengono sempre più sfruttati e posti sotto ricatto; equiparati ai docenti ordinari come doveri ma mai come diritti.
Una delle figure più colpite insieme a quelle degli studenti e dei lavoratori e’ sicuramente quella dei ricercatori. Riteniamo necessario un confronto tra studenti e ricercatori per individuare le forme di lotta necessarie per opporci a questo disegno. L’esperienza infatti, ci ha insegnato che solo attraverso l’unità è possibile ottenere qualche risultato.
Assistiamo, quindi, sempre più ad un maggiore asservimento dell’università agli interessi e alle logiche delle imprese, dove le aziende utilizzano scuole ed università per “addestrare” la futura forza lavoro, sia in termini di preparazione tecnico-scientifica che in termini ideologici.
L’aziendalizzazione dell’università, infatti, ha portato ad esternalizzare numerose attività, a discapito dei lavoratori e degli studenti, favorendo l’arricchimento di aziende private che speculano sui lavoratori e sul servizio offerto all’università. Ne è un esempio recente il servizio di pulizia esternalizzato all’azienda COOPSEMA di cui l’Università si avvale oramai da diversi anni. Il servizio offerto è visibilmente scadente e non certamente per colpa dei lavoratori. I lavoratori assunti dall’azienda (e non dall’università) subiscono attacchi quotidiani e devono sottostare a condizioni di lavoro pessime. Proprio in questi giorni i lavoratori hanno scioperato per tre giorni ottenendo dall’azienda il pagamento degli straordinari in forma monetaria e non sotto forma di ticket (come tra l’altro previsto per legge). L’università, ancora una volta, non è esente da colpe, anzi è complice interessata di tutto questo.
La continua cecità su tali cambiamenti (vecchi e nuovi), la mancata analisi e l’assenza di una reale e forte contestazione pongono di fatto il mondo accademico, assolutamente complice della distruzione dell’università pubblica.
Vi lasciamo con una domanda. Dove dobbiamo arrivare per vedervi lottare e difendere l’università pubblica, un diritto di tutti?
Studenti di Scienze MM.FF.NN.
Aula C4 Occupata – Monte Sant’Angelo
Aula Alexis Occupata – Mezzocannone 16
Cineforum Febbraio 2010
Ogni martedì ore 16:00. I film in programmazione sono tre documentari: Looking for Fidel, Surplus, e Diaro del Saccheggio. Clicca sulla locandina per visualizzarla ingrandita.
Ogni mercoledì alle 15, Storie di Resistenze su Radio di Massa!
Ogni mercoledì alle 15 dall’Aula C4 Occupata va in onda Storie di Resistenze, un programma radio che racconta storie ed episodi delle lotte che tentano di scardinare le strutture di Potere che caratterizzando la società in cui viviamo.
Nella puntata del 27 gennaio 2010 vi parleremo delle lotte studentesche che in questi mesi stanno infiammando le università in tutta Europa. Un’intervista ad uno studente dell’università di Francoforte ci narrerà la mobilitazione degli Atenei che da mesi si stanno mobilitando per ostacolare la ristrutturazione dell’università tedesca.
Dalla Germania arriveremo in Italia, con il nuovo Ddl Gelmini che da un’ulteriore spinta all’aziendalizzazione delle università italiane, assoggettandole ancor di più alle logiche di sfruttamento ed oppressione del mercato capitalista. Anche qui le riforme degli ultimi 15 anni si muovono secondo le linee guida tracciate dal Processo di Bologna, che ora più che mai devono essere scardinate!
Per ascoltarci usa il player nella colonna destra oppure apri http://stream.teknusi.org:8000/radiodimassa con il tuo player audio!
1 anno di occupazione 1 anno di autorganizzazione
LA LOTTA PAGA! AL FIANCO DEI LAVORATORI DI MONTE SANT’ANGELO!
I lavoratori, dalla Fiat di Pomigliano a quelli delle pulizie di Monte Sant’Angelo, nonostante i continui attacchi alle loro condizioni di lavoro dimostrano in questi giorni di essere ancora capaci di battersi contro i padroni e il loro sfruttamento non cedendo ai ricatti che vorrebbero vederli abbassare la testa. La crisi – che qualcuno dice essere passata – si abbatte con tutta la sua forza sui più deboli. I padroni, hanno il coraggio ancora una volta di chiederci di fare sacrifici, mentre si ingrossano la pancia con il sudore dei lavoratori: è giunta l’ora di dire basta! Chi deve pagare la crisi sono coloro che hanno voluto questo sistema: i padroni!
A Monte Sant’Angelo i lavoratori delle pulizie si sono ribellati all’arroganza della loro ditta esternalizzata (COOP SEMA) che per molto tempo ha speculato sulla loro pelle, pagando gli straordinari con i ticket restaurant. Ma questo non è tutto. La COOP SEMA (come ai tempi del ventennio) ha assoldato 2 ex poliziotti in pensione per controllarne il lavoro e minaccia i lavoratori più combattivi e sindacalizzati, ritarda i pagamenti di stipendi e tredicesima, ostacola la retribuzione di ferie e giorni di malattia. A tutto ciò i lavoratori hanno risposto con la loro unica arma: la lotta! Lotta che ha richiesto il rispetto dei diritti basilari che troppo spesso vengono calpestati dal padrone di turno. Richieste più che legittime, alle quali l’azienda ha cercato di opporre resistenza per ben tre giorni! La svolta è avvenuta al terzon giorni di sciopero. L’azienda sotto richiesta dei lavoratori si è presentata a Monte Sant’Angelo (accompagnata dagli ex poliziotti) e ancora una volta, difronte alle rivendicazioni dei lavoratori ha fatto orecchie da mercante. A questo punto, i lavoratori, determinati, decidono di portare avanti lo sciopero. L’azienda, messa alle strette, alle ore 22 cede alla lotta dei lavoratori. Una piccola vittoria che ci insegna che solo la lotta e la determinazione pagano!
L’università in tutto questo non è esente da colpe: sono ormai anni che porta avanti esternalizzaioni come ad esempio mense e servizi di pulizie a discapito degli studenti e dei lavoratori e a favore dei profitti di qualche sciacallo speculatore!
L’attacco subito dai lavoratori sferrato dai governi di ogni colore (con le leggi antisciopero, l’aumento dell’età pensionabile, il proliferare di contrattazioni di secondo livello tanto volute da Confindustria) è lo stesso attacco che da anni subiamo noi studenti. Negli ultimi dieci anni infatti, la percentuale di giovani che sono stati costretti a sottoscrivere un contratto a tempo determinato (nella migliore delle ipotesi) è aumentata notevolmente mentre, contemporaneamente, il livello di tutela di chi lavora a tempo indeterminato tende sempre più a diminuire.
E’ oggi, quindi, più che mai importante, estendere le reti di lotta e solidarietà tra chi studia e chi lavora, per fronteggiare un attacco padronale alle condizioni di vita di tutti noi.
IL MOMENTO E’ ORA, RIAPPROPIAMOCI DEL NOSTRO FUTURO!
SEMPRE AL FIANCO DI CHI LOTTA!
SOLIDARIETA’ AI LAVORATORI DI MONTE SANT’ANGELO DELLA COOP SEMA
LA LOTTA PAGA! – C4 OCCUPATA












